Gli auguri della diocesi al vescovo Brugnaro
Auguri all'arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro per i suoi 73 anni, festeggiati con un momento conviviale, offerto da Bruno e Oreste della MaSoGiBa, insieme ai suoi più stretti collaboratori, che hanno donato a mons. Brugnaro un pastorale, che termina nel vincastro con un mazzo di rose e nel quale sono incisi lo stemma episcopale e lo stemma dell'arcidiocesi. "Non guardiamo alla nostra età – ha ringraziato commosso l'arcivescovo – ma alla continuità del ministero che non ci è stato dato ad tempus. Continuiamo a lavorare per l'unità e nella cordialità. Nonostante le nostre differenze culturali, storiche, personali rappresenta una scelta di vita seria essere capaci di fare unità tra le pluralità. La cordialità permette poi di superare gli ostacoli e le difficoltà quotidiane ed è segno di verà umanità. Tutto ciò permette di operare per l'unità di un progetto".
(La torta con la foto dell'ingresso in diocesi a Camerino)

(Gli auguri del vicario mons. Tranzocchi)

Controlli della finanza di Camerino in due night club- Nei guai 24 ragazze e i loro datori di lavoro
Indagine delle Fiamme Gialle di Camerino su due night club della provincia di Macerata. In seguito ai controlli, si è scoperto che all’interno dei locali lavoravano completamente 'in nero' dieci ragazze, mentre altre quattordici risultavano impiegate irregolarmente. Provenienti dall'Est Europa e dal Sudamerica, la maggior parte di esse svolgeva mansioni di 'figuranti di sala'.
Per l’inosservanza alla normativa, i titolari dei night rischiano ora una sanzione amministrativa di circa 50.000 euro, oltre alla sospensione dell’attività commerciale.
Un premio per l'opera "Sulle tracce di Nazzareno Strampelli"
Il libro “Sulle tracce di Nazareno Strampelli”, scritto da Sergio Salvi ed edito dall’Accademia Georgica di Treia nel 2013, si è aggiudicato la XX edizione del Premio internazionale del Museo Nazionale delle Paste Alimentari di Roma, per la sezione Mercato-Editoria.
Il premio, consistente in un trofeo d’argento all’autore e uno all’editore del volume, sarà assegnato il prossimo 21 marzo nel corso di una cerimonia che tradizionalmente si svolge presso il Teatro Salone Margherita di Roma (meglio noto come “Bagaglino”).
Il riconoscimento all’attività editoriale dell’Accademia Georgica arriva alla vigilia delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita dell’agronomo marchigiano Nazareno Strampelli (1866-1942), che vedono l’Accademia nella veste di capofila del “Comitato Strampelli 2016”, istituito due anni fa con lo scopo di promuovere e celebrare lo scienziato oggi ritenuto il precursore della rivoluzione verde degli anni ’60.
L’Accademia Georgica di Treia, oltre al volume che ha ricevuto l’importante premio, ha da poco dato alle stampe un nuovo libro, “L’uomo che voleva nutrire il mondo - I primi 150 anni di Nazareno Strampelli”, scritto sempre da Sergio Salvi, biografo di Strampelli e cultore di storia dell’agroalimentare, impegnato da quasi un decennio in attività di ricerca e divulgazione sul genetista di Castelraimondo.
Colpito alla testa da un cestello, grave un operaio
Incidente sul lavoro a Montecassiano in una falegnameria della frazione S. Egidio. Un operaio, mentre si trovava al lavoro, è stato colpito alla testa da un cestello adibito al trasporto dei materiali. Subito è scattato l'allarme con i colleghi che hanno avvertito il personale del 118 che, una volta sul posto, ha disposto il trasporto dell'operaio, che ha riportato un trauma cranico, in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette, dove si trova ricoverato in gravi condizioni.
Ci ha lasciato Lucia Terlizzi
E’ venuta a mancare, in seguito a lunga e inesorabile malattia, Lucia Terlizzi. Da anni dipendente della casa del clero dell’arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche, Lucia ha profuso molte delle sue energie nell’accudire amorevolmente i sacerdoti ospiti. Da qualche tempo, a causa del male, aveva dovuto abbandonare il lavoro che aveva sempre svolto con dedizione, ma era sempre e comunque rimasta in contatto con le persone più care. Di carattere aperto e gioviale, Lucia lascia un ricordo indelebile in quanti l’hanno conosciuta, apprezzandone le non comuni doti di generosità e sensibilità. Lascia i due figli, Federico e Francesca, la mamma e i fratelli ai quali vanno le più sentite condoglianze dalla redazione di Radio C1 in Blu e L’Appennino Camerte. I funerali i svolgeranno giovedì 17 alle ore 11 presso la Basilica di San Venanzio di Camerino.
Bliz all'ente fiera di Civitanova, sopresi 3 tunisini a preparare dosi di eroina
Un vero e proprio blitz è stato compiuto dai carabinieri del comando provinciale di Macerata nei locali abbandonati dell'ex fiera sul lungomare sud di Civitanova Marche. In manette sono finiti tre cittadini tunisini, clandestini in Italia, sorpresi mentre preparavano dosi di eroina destinate allo spaccio nella zona. Nel corso dell'operazione i militari hanno sequestrato, oltre allo stupefacente, un bilancio di precisione e sostanza da taglio. I 3 extracomunitari sono stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, inosservanza delle norme sul soggiorni degli stranieri in Italia e resistenza a pubblico ufficiale, avendo tentato la fuga durante il controllo dei carabinieri.
Jesi, arrestato nigeriano. Era il punto di riferimento dello spaccio di droga
Era diventato il punto di riferimento dello spaccio di droga sulla piazza di Jesi. Così è finito in manette un cittadino nigeriano di 21 anni. Dopo giorni di indagine i carabinieri hanno bloccato in flagranza l'extracomunitario mentre cercava di vendere droga a 4 giovani. Bloccato dai militari è stato sottoposto a perquisizione, a seguito della quale sono stati rinvenuti 15 grammi di marijuana, già divisi in dosi ed un bilancino di precisione. Nei confronti del giovane è quindi scattato l’arresto per spaccio e detenzione ai fini di spaccio ed è finito ai domiciliari.
Fusioni: "Tondi faccia marcia indietro"
Ormai da qualche settimana impazza la “corsa alla fusione” fra comuni, che sta creando entusiasmi, ansia di novità, ma anche incertezze sul futuro, soprattutto fra le popolazioni coinvolte, mettendo, tra l'altro, seriamente a rischio equilibri da tempo consolidati. In quello che fino a ieri era il cosiddetto territorio dei 5 comuni, all'interno dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, ha giocato d'anticipo e di sorpresa il sindaco di Camporotondo di Fiastrone, Emanuele Tondi, che ha deciso di percorrere la strada della fusione per incorporazione a Tolentino, rischiando ora di rimanere escluso dal progetto inerente il territorio di cui Camporotondo “naturalmente” fa parte. I sindaci degli altri 4 comuni, Roberto Paoloni (Belforte), Luca Giuseppetti (Caldarola), Giammario Ottavi (Cessapalombo), Silvia Pinzi (Serrapetrona), infatti, si sono riuniti insieme alle rispettive giunte, lunedì 14 marzo, per chiarire alcune situazioni che li hanno visti protagonisti nelle ultime settimane. In un comunicato rilasciato congiuntamente al termine dell'incontro, i 4 primi cittadini hanno evidenziato come “l’Amministrazione di Camporotondo durante le assemblee pubbliche ha rilasciato dichiarazioni non veritiere” e, non apprezzando di essere stati considerati come coloro che “in questo territorio hanno voluto frenare una reale collaborazione fattiva tra i 5 Comuni, vogliono con forza rivendicare i risultati ottenuti in questi anni nella messa a sistema dei servizi e le tantissime collaborazioni tra le varie realtà amministrative. Maggiore concretezza e senso di appartenenza tra le quattro realtà amministrative, analisi dei vantaggi di un processo di fusione vera dei comuni nell'interesse del territorio, accelerazione della messa a sistema dei servizi aggregati per intraprendere un percorso di difesa e rilancio del territorio sono gli obiettivi primari che le quattro amministrazioni hanno messo come priorità nella loro agenda di lavoro.
Approfondimenti sul tema nel settimanale L'Appennino camerte in edicola venerdì 18 marzo
Sarnano, getta nella stufa la cocaina all’arrivo dei carabinieri. Arrestato
I Carabinieri della Stazione di Sarnano, insieme con i colleghi di Amandola, nella tarda serata di ieri hanno arrestato un operaio macedone di 35 anni, per detenzione e spaccio di cocaina. I militari di Sarnano, dove l’uomo risiede da alcuni anni con moglie e due figli, lo tenevano d’occhio da qualche giorno per la sua condotta di vita non proprio lineare, visto il tenore di vita che per il modesto ricavato dalla sua attività lavorativa sicuramente non si poteva permettere. Così ieri sera si è avuta la prova dei suoi traffici illeciti: il macedone cedeva un piccolo involucro azzurro a un giovane di Amandola, il quale si dirigeva poi verso casa. Sulla strada del rientro, i Carabinieri di Amandola lo fermavano scoprendo che quel piccolo involucro conteneva un grammo e mezzo di cocaina. Immediato quindi l’intervento dei colleghi di Sarnano che accedevano in casa dell’extracomunitario per eseguire una perquisizione. Quest’ultimo, però, prima dell’accesso dei militari, vistosi ormai braccato, inseriva un grosso involucro di cellophane in una stufa a legna ancora calda, nel tentativo di distruggerla completamente. I militari però lo recuperano sebbene il calore avesse già reso in un blocco solido e cristallizzato il contenuto dell’involucro, che comunque risultava essere cocaina per un peso di 140 grammi. Un’altra dose della medesima sostanza, confezionata con lo stesso cellophane di quella ceduta al giovane e di quella bruciata, la trovavano su di un armadio con un bilancino di precisione ancora sporco di cocaina. A questo punto, i Carabinieri arrestavano il macedone e come disposto dal Magistrato di turno veniva posto agli arresti domiciliari in attesa della convalida e dell’eventuale giudizio direttissimo.
Droga a quintali in masseria, arrestato dai carabinieri
Oltre 100 chili di droga prodotta all'interno di una masseria. Maxi operazione da parte dei carabinieri della compagnia di Macerata, che hanno anche provveduto all'arresto di un uomo. L'ingente quantitativo di stupefacenti, 108 chili di marijuana, è stato sequestrato.

Gli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Macerata hanno concluso una importante indagine sul traffico di droga in provincia e fuori.
Nel corso dell’attività tutto portava ad ipotizzare che la marijuana sul mercato del maceratese fosse di produzione locale.
Una coltivazione di marijuana era sicuramente nascosta nelle campagne tra le province di Macerata e Fermo.
I militari nei giorni scorsi si sono appostati nella macchia e scoperto una masseria dove c’erano movimenti sospetti.
I carabinieri, nascosti dall’alba nella vegetazione, il 10 marzo scorso hanno atteso l’arrivo del sospettato e fatto irruzione.
All’interno centinaia e centinaia di piante di marijuana matura, a vari stati vegetativi, di differenti tipologie e dimensioni (dai 60 cm sino ai due metri di altezza).
La piantagione, una perfetta coltura specializzata, era predisposta ed attiva con attrezzature per migliaia di euro: un sistema di irrigazione costante e temporizzato con riciclo dell’acqua (in sintonia col risparmio energetico e con le necessità della particolare coltivazione), cento litri di fertilizzante, 40 lampade termiche a diversa diffusione di luce per simulare le varie fasi della giornata, 35 ventilatori, 4 cappe, 5 climatizzatori, 10 termo-igrometri digitali, 10 temporizzatori di corrente, 8 deumidificatori, 5 aeratori esterni, 2 pompe idrauliche e perfino il kit chimico per stabilire la qualità del raccolto. Il tutto cablato da un impianto elettrico enorme, con bolletta da millecinquecento euro al mese.
821 (ottocentoventuno) le piante contate, repertate, recise e sequestrate, per un peso di 108 (centootto) kg totali.
Lo stato di maturazione delle infiorescenze ed il THC (quota di tossicità) delle piante erano al livello più alto pertanto in questi giorni sarebbe avvenuta la raccolta e la successiva lavorazione ed immissione sul mercato. Il barattolame di vetro rinvenuto (30 vasetti da 2 a 4 kg) era pronto per essere riempito di marijuana lavorata.
Oltre 50 (cinquanta) kilogrammi di droga smerciabile sulla “piazza” che avrebbe fruttato alla malavita locale circa trecentomila euro.
La pericolosissima organizzazione illecita è stata quindi annientata dai carabinieri che hanno posto in sequestro e prelevato con lo stupefacente e tutto il materiale. Il casolare è stato sequestrato.
L’uomo, un cinquantenne fermano, è stato arrestato con l’accusa di detenzione, coltivazione e produzione di sostanze stupefacenti e psicotrope.

